+++giovedì, 30 novembre 2006+++
Il Raffaello ritrovato
Clamorosa scoperta a Montecatini: è stato trovato un dipinto raffigurante " La deposizione di Silvio" subito attribuito a Raffaello: tante infatti le affinità con un altro lavoro dello stesso pittore.

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La grande storia (2)
1992
Wojtyla beatifica, cioè addita ai fedeli quale fulgido esempio, un criminale: Josemaria Escrivà de Balaguer, il prete che fondò la citata e famigerata Opus Dei. Escrivà de Balaguer è stato consigliere spirituale e sostenitore del dittatore spagnolo Francisco Franco, di cui ha benedetto tutte le nequizie: arresti senza processo, torture, esecuzioni sommarie, repressione di ogni forma di dissenso, saccheggio delle risorse pubbliche per arricchire il regime fascista e i suoi puntelli, a cominciare dall’Opus Dei.
1998
Su ordine di Wojtyla, il cardinale Ratzinger annuncia la pubblicazione dei fascicoli più significativi sull’Inquisizione. Ma soltanto fino al 1902. Hans Küng, prete perseguitato dal Vaticano, rivolge allora a Wojtyla tre domande scomode:
«1. Perché l’archivio viene aperto soltanto sino al 1902? Forse perché a partitire dal 1903 esso diventa più interessante, dato che in quell’anno il papa Pio X, appena salito al soglio, avvia una campagna antimodernista. Sarebbe invece interessante conoscere le attività dell’Inquisizione durante il fascismo e il nazismo. E ai tempi di Pio XII, che ha canonizzato Pio X e avviato una nuova campagna antimodernista (enciclica Humani generis), con l’interdizione dei preti operai e la destituzione dei più importanti teologi del suo tempo, dei gesuiti Teilhard de Chardin e Henri de Lubac e dei domenicani Yves Congar e Marie-Dominique Chenu.
2.Perché l’apertura degli archivi non si collega con la possibilità, per gli accusati di oggi, di conoscere le accuse che li riguardano? Il mio dossier presso l’Inquisizione è stato inaugurato nel 1957. In quarant’anni ho chiesto invano di saperne qualcosa.
Stesso diniego hanno ricevuto Gustavo Gutiérrez, Leonardo Boff e altri... Soltanto quando verranno riconosciuti questo diritto (di un imputato a conoscere le accuse che lo riguardano) e gli altri diritti fondamentali, il Vaticano potrà sottoscrivere la
Dichiarazione dei diritti umani del Consiglio d’Europa.
3.Perché l’Inquisizione continua tutt’ora, sostituendo al rogo fisico il rogo morale?»
Sempre nel 1998, a Torino, Wojtyla perpetua la truffa della Sindone, un lenzuolo che il popolino crede il sudario di Cristo e che invece è un falso realizzato nel 1200. Così, indirettamente, Wojtyla conferma l’avallo della Chiesa a tutte le pratiche truffaldine che profittano della credulità popolare e della propensione dei disperati ad aggrapparsi al miracolistico, dalla favola del sangue di San Gennaro che si liquefa una volta l’anno alle truffe delle madonnine piangenti. È un ritorno all’oscurantismo medievale, altro che papa moderno!
1999
Durante un viaggio in America Latina, Wojtyla dichiara ai giornalisti: «La teologia della liberazione non è più un problema». È vero: grazie alla persecuzione del papa, tutti i preti che si battevano per la liberazione dei popoli sudamericani sono stati messi in grado di non nuocere.
Sempre nel 1999 Wojtyla beatifica (e farà santo nel 2002) Padre Pio da Pietralcina, su richiesta della consorteria degli affari che sta sfruttando la leggenda e i falsi miracoli attribuiti al frate come una miniera d’oro e che non è molto diversa dalla ridda di maghi e maghe che infestano l’Italia spennando i superstiziosi disperati. Un altro passo verso il medioevo.
2000
A Fatima, Wojtyla ha un guizzo di onesta lucidità: prende per il culo il popolino dei creduloni dandogli a bere questa panzana:
rivela che il “terzo segreto di Fatima” (leggenda locale) gli ha consentito di prevedere l’attentato di Ali Agca, avvenuto 19 anni prima. Wojtyla è così il primo veggente al mondo a prevedere il passato. Si aspetta che il popolino, dinanzi a tanta sciocchezza, insorga, o quantomeno dubiti dell’equilibrio mentale del capo della Chiesa. Invece no, prendono il papa sul serio e lui rinuncia per sempre alla maieutica basata sugli eccessi.
Sempre nel 2000, Wojtyla beatifica Pio IX, il papa antisemita che rinchiuse nuovamente gli ebrei romani nel ghetto, che in precedenza era stato soppresso.
2002
Wojtyla, dopo aver coperto per anni le malefatte dei preti cattolici negli Stati Uniti, è costretto ad «accettare le dimissioni» di Bernard Law, cardinale a Boston, reo di aver difeso i connazionali pedofili.
Se avete un bimbo, pensateci due volte prima di affidarlo ai prelatissimi.
Quando gli americani lanciano nuove aggressioni all’Afganistan e all’Iraq, Wojtyla finge di condannarle con poche frasette di circostanza (che diventano titoloni sui giornali) ma in concreto le appoggia, elevandole a crociate e arruolandovi i propri cappellani militari, sia a sostegno delle truppe italiane sia di quelle anglo-americane.
Wojtyla riceve il capo del governo fantoccio insediato dagli Usa in Iraq e gli garantisce l’appoggio del Vaticano: in cambio chiede facilitazioni per future parrocchie cattoliche da fondare in Iraq, dove oltre il 98% della popolazione è musulmana.
(Fonte: giancarlo.scotuzzi@ilcronista.org )
Postato da befree alle 18:22
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La grande storia (1)
"La grande storia" su raitre ci ha proposto ancora una volta una valanga di cazzate su Giovanni Paolo II. Vorrei ricordare ora un pò de "L'altra storia":
1978
Appena eletto papa, Wojtyla insedia nei posti-chiave del Vaticano personaggi noti per i loro orientamenti reazionari. Si tratta di prelati che da sempre perseguitano quella minoranza di preti che, nella Chiesa, predicano con coerenza il messaggio di Cristo e sono estranei alle comunelle di potere. Tra questi personaggi spiccano i gerarchi dell’Opus Dei, associazione da sempre sostenitrice dei regimi fascisti (a cominciare da quello del dittatore Francisco Franco) e ai limiti del sodalizio a delinquere. Esaspera gli aspetti più mediatici e populisti della Chiesa. I suoi continui viaggi-spettacolo in giro per il mondo (che, per inciso, portano nelle casse del Vaticano fior di quattrini, perché il papa ha un cachet multiplo di quello dei Rolling Stones), hanno lo scopo di abbagliare il popolino con messinscene rutilanti e di oscurare la sostanza della politica vaticana. Che è una politica di sostegno alle lobby dei potenti che ovunque generano povertà e violenza.
1981
In Vaticano si sparge la voce - che si rivelerà infondata - che Wojtyla voglia mettere in riga gli alti prelati che gestiscono lo Ior (Istituto per le opere religiose, cioè la banca vaticana), non tanto perché facciano affari sporchi, ma perché chiudono i conti in rosso. Qualche gaglioffo, forse coinvolto nei risvolti più penalmente discutibili dello scandalo, si spaventa al punto da incaricare Alì Agca di far fuori Wojtyla. All’indomani dell’attentato Carlo Calvi (figlio di Roberto, il banchiere ucciso dalla mafia degli affari), fu avvertito che, di lì a qualche giorno, il Vaticano si sarebbe inventato la pista bulgara, in modo da far sospettare dell’attentato i comunisti dell’Est. Anche di recente Alì Agca ha detto che «senza complicità in Vaticano non avrei potuto sparare al papa».
1982
Il papa provoca il generale Arrupe, capo dell’ordine dei gesuiti alle dimissioni. Motivo: Wojtyla privilegia l’Opus Dei a scapito di ogni altro ordine.
1983
Wojtyla va a sostenere quella minoranza di cattolici reazionari che in Nicaragua contrastano, con le armi e i soldi del Pentagono (che se li procura di nascosto dal Congresso, commerciando in prostituzione giovanile e in droga nel Sudest asiatico), il governo progressista dei sandinisti. Qui la macchina della propaganda vaticana fa cilecca e il papa viene apertamente contestato dal popolo.
Ovviamente giornali e televisioni di regime minimizzano. Il papa si prenderà la rivincita nel 1996, quando i mercenari americani avranno ucciso o imprigionato tutti i nicaraguensi potenzialmente in grado di contestare Wojtyla, eroico annunciatore della Cattiva Novella dell’imperialismo delle multinazionali.
1985
Per far piacere all’Opus Dei, Wojtyla esilia in Sicilia padre Bartolomeo Sorge, uno dei gesuiti più intellettualmente vivaci della capitale.
Nello stesso anno, Wojtyla zittisce un altro gesuita, padre Pintacuda, reo di denunciare le collusioni tra mafia e potere a Roma.
1991
Wojtyla condanna a parole la Guerra del Golfo, ma ci manda i propri cappellani militari e affida loro una missione ben precisa: predicare alle truppe d’invasione dell’Iraq che questa è una guerra giusta, destinata a liberare gli iracheni oppressi da Saddam.
I soldati benedetti dal papa fanno un macello immane, utilizzando anche sostanze chimiche che in parte avvelenano gli stessi aggressori.
Postato da befree alle 18:18
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E il papa dove lo mettiamo?
Discorso a parte merita il Papa (sempre alla faccia di chi non vuole che ne parli). Va in Turchia e che fa? Spara la nuova papa-cazzata: il Vaticano potrebbe togliere il veto all'ingresso della Turchia nella UE. E mentre lui dichiara questo i paesi europei fanno un passo indietro sulle loro posizioni. E bravo Catzinger, non ne indovini una. A proposito: a che titolo il Vaticano parla di Unione Europea?
Postato da befree alle 17:28
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Quante sorprese!
Torno oggi dopo un'assenza di 10 giorni e ne approfitto per mandare un saluto ai vecchi e, come ho visto, anche nuovi amici. Ci ha pensato comunque Gentiana a tenere un pò vivo il blog. Ne approfitto anche per ricordare a Dark44 che io non lascio commenti anonimi sul suo blog, anzi non ne lascio proprio visto che mi disgusta parlare con certi personaggi. Per il resto cazzo, mi assento e succede di tutto. Ormai è inutile ritirare fuori discorsi vecchi di qualche giorno però giusto per un ripasso:
1) muore avvelenato Litvinenko, ex spia kgb, che prima di morire accusa Putin (amico del cuore del nano). Il susseguirsi dei fatti è noto a tutti: Guzzanti ha chiesto la scorta, forse è meglio se confessa.
2) Berlusconi ha un malore mentre parla ai giovani dei circoli di Forza Italia. La prima impressione è stata buona peccato per la pronta guarigione. Bonaiuti ha detto "malore dovuto all'emozionel. Perchè quando il Presidente parla di libertà si emoziona molto. Comunque il 2 dicembre sarà in piazza". Speriamo che si emozioni ancora tanto anche li.
3) Esce un dvd allegato a "Diario" di Deaglio e Cremagnini su presunti brogli durante le ultime elezioni da parte di Forza Italia. I 2 finiscono indagati per "diffusione di notizie false e tendenziose atte a turbare l'ordine pubblico". Ma Berlusconi è da prima delle elezioni che paventa brogli, è stato indagato per lo stesso motivo?
4) Mario Placanica, l'ex carabiniere che sparò e uccise Carlo Giuliani durante il G8 di Genova, proclama la sua innocenza definendosi "un capro espiatorio". A parte la difficoltà nel credergli quando dice di aver sparato in aria (le immagini sono abbastanza eloquenti) c'è comunque molto che ancora non sappiamo sull'episodio. La cosa che veramente ha fatto impressione è stato il racconto del suo rientro tra i colleghi, accolto da cori con "Faccetta nera" e insulti al morto. Ieri sera giustamente, il padre di Giuliani si chiedeva se i signori che insorgono contro i cori di alcuni (e sono solo alcuni) nei confronti dei morti di Nassyria insorgeranno anche per suo figlio. Beato chi ci crede.
Postato da befree alle 16:58
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+++domenica, 26 novembre 2006+++
Postato da Gentiana alle 20:22
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+++venerdì, 24 novembre 2006+++
Consiglio di leggere il libro a chi interessato, ci sono inquietanti paralleli con questi desiderata e la situazione in Iraq.
Postato da Gentiana alle 10:24
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+++lunedì, 20 novembre 2006+++
Napolitano dal Papa
E sti cazzi!! Io stasera mi guardo Crozza (sperando non sia l'ultima volta).
Postato da befree alle 20:14
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+++giovedì, 16 novembre 2006+++
Papa: centralita' celibato preti
La centralita' del celibato sacerdotale e' stata ribadita nella riunione sul caso Milingo tra il Papa e i 'ministri' vaticani. Il Santo Padre e i Capi Dicastero hanno inoltre posto l'accento sull'esigenza di "una solida formazione umana e cristiana, sia per i seminaristi che per i sacerdoti gia' ordinati". Lo afferma un comunicato della sala stampa vaticana.
(Fonte: Ansa)
Poi si lamentano se li prendono per il culo. Si chiudono a riccio sulle loro posizioni, da medioevo francamente, scomunicano chi cerca di portare modernità nella chiesa, nascondono le verità scomode e difendono a spada tratta ciò che ormai è sotto gli occhi di tutti. Se ancora non possiamo sperare nel crollo della chiesa speriamo almeno in Milingo. Che tenga duro stavolta.
Postato da befree alle 18:14
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+++mercoledì, 15 novembre 2006+++
"Basta satira su Benedetto XVI"
Insorge il segretario del Papa
La satira su Papa Ratzinger? Non piace nemmeno al segretario personale del Pontefice, don Georg Genswein, che dice: "Spero che smetta subito". E il ministro della Cultura Poupard aggiunge: "Ci sono valori che non si toccano".
All'indomani dell'anatema lanciato dal quotidiano dei vescovi che è insorto contro le gag papali di Maurizio Crozza su La 7 e contro l'imitazione di un finto don Georg, fatta da Fiorello su Viva Radio 2, il segretario personale di Ratzinger, interpellato dall'Adnkronos, premette: "Non ho mai visto queste trasmissioni e neanche le guarderò mai". E poi accetta di dire la sua dopo la bufera che si è scatenata sulle gag satiriche. L'Avvenire non ha risparmiato critiche al "tentativo continuo di ridicolizzare figure cattoliche".
Proprio a questo proposito, don Georg Genswein afferma: "Ho preso atto della polemica e spero che trasmissioni di questo tipo smettano: d'accordo la satira, ma queste 'cose' non hanno livello intellettuale e offendono uomini di Chiesa. Non sono accettabili. Spero davvero che smettano subito", ribadisce il segretario del Papa, che si informa anche sul tenore di queste imitazioni. "Non le vedrò mai - insiste don George - Trasmissioni così sono poco costruttive. Ho preso atto del fatto e voglio dimenticare".
Si racconta al segretario qualche sequenza delle gag sul Papa, come ad esempio quella in cui "fuma tre pacchetti di sigarette, come un turco, per prepararsi al prossimo viaggio in Turchia" e che il quotidiano della Cei ha bollato come "satira fallimentare non priva di vigliaccheria".
Chissà se il Pontefice avrà visto qualche sequenza o si sarà confidato con il suo segretario? "Il Papa - replica - non ha certamente commentato. E poi un commento del Santo Padre o una sua qualunque reazione sarebbero davvero troppo onore per questa gente", conclude don Georg.
Nemmeno il cardinale Paul Poupard vede la tv italiana: "Da quello che mi riferiscono, è una cosa che offende una persona, non soltanto un cristiano o un credente, ma in primo luogo una persona. Sono - ha concluso - valori che non si toccano".
(Fonte: La Repubblica)
Il pretino ammette di non aver mai visto queste trasmissioni però giudica: tipico della chiesa. Comunque come si fa a dare un livello intellettuale a qualcosa che di intellettuale non ha niente? Le figure cattoliche si ridicolizzano da sole, non servono Crozza o Fiorello. O meglio, Crozza e Fiorello possono ricordarcelo, perchè mi sembra che molti (vedi qualche scemo di passaggio su questo blog) riescono a passare anche sulla proprio dignità pur di difendere l'indifendibile.
Postato da befree alle 19:18
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